Per colpa grave medica si fa riferimento al comportamento colposo di chi opera professionalmente in ambito sanitario responsabile per un errore medico.

Colpa grave medica: ecco quando si configura la responsabilità medica

La responsabilità medica è configurabile quando il sanitario:

  • ha operato con imperizia (ad es. nel caso in cui non sia un esperto di quella patologia o non conosca la giusta terapia);
  • ha operato imprudentemente (ad es. non ha adottato le relative precauzioni nell’esecuzione di un intervento chirurgico);
  • ha operato negligentemente (ad es. non ha rimosso una garza durante un intervento);
  • non ha rispettato le regole che disciplinano l’attività sanitaria.

Colpa grave medici: come si delinea

L’attività del medico è regolata dalle raccomandazioni contenute nelle linee guida, oltre che dalle regole cautelari, tecniche e comuni che regolano le varie attività sanitarie.

Ricordiamo che il medico ha l’obbligo di osservare scrupolosamente le prescrizioni che regolano l’attività sanitaria durante la propria attività professionale, proteggendo con ogni sforzo la vita e l’integrità fisica del malato.

Il medico è tenuto ad informarsi sulle patologie esistenti al momento della visita del paziente o del ricovero e sull’esistenza di eventuali situazioni di rischio (allergie, obesità, diabete, etc.), il sanitario è anche responsabile per la violazione del consenso informato.

Come procedere in caso di colpa grave medico

Se si vuole procedere per responsabilità del medico la prima cosa da fare è quella di richiedere la cartella clinica e ogni altro documento medico utile per analizzare le cause del danno medico.

Sede penale e civile

Per il penale è sempre bene presentare una denuncia malasanità nel termine di 3 mesi dal giorno in cui il paziente ha subito il danno o ha scoperto di aver patito un danno cagionato da una cattiva prestazione sanitaria, in sede civile invece il paziente danneggiato o il congiunto del paziente defunto possono agire contro il medico o la struttura sanitaria nel termine di 10 anni dall’evidenza clinica delle conseguenze di una colpa medica.

Dopo aver recuperato la cartella clinica e valutato eventuali profili penalistici il passaggio successivo sarà quello di procedere con la redazione di una relazione medico legale fondamentale nella procedura del risarcimento malasanità.

Ci sono 10 anni di tempo per procedere con la richiesta di risarcimento danni per negligenza medica.

La riforma del 2017 e la ridefinizione di colpa grave e colpa lieve

Nel 2017 il legislatore è tornato nuovamente sul tema della responsabilità penale in ambito sanitario, rimeditando l’impostazione seguita nel 2012 (impostata sulla distinzione tra colpa lieve e colpa grave).

Il precedente quadro normativo (decreto Balduzzi) sanzionava penalmente l’illecito colposo del medico, in caso di osservanza delle linee guida o delle buone pratiche accreditate, limitatamente ai soli casi di colpa grave, sottraendo dunque dal perimetro della penale rilevanza le ipotesi di colpa lieve, che rilevavano solo sul piano civile. Quindi la distinzione tra colpa lieve e colpa grave appariva come un criterio di massima per accertare una responsabilità di natura penale, dovendo però ricorrere alla giurisprudenza per accertare in concreto le responsabilità.

La nuova legge Gelli Bianco e le modifiche sostanziali in merito

Oggi con la riforma non è più punibile per imperizia il sanitario che rispetta le linee guida.

Il nuovo impianto normativo della legge Gelli Bianco ha previsto un nuovo profilo di responsabilità penale che esclude la punibilità per imperizia nel caso in cui si dimostri che il medico si sia attenuto alle raccomandazioni previste dalle linee guida validate dall’Istituto superiore di sanità. Ne consegue che la nuova legge ha eliminato la distinzione colpa lieve colpa grave introducendo una sorta di depenalizzazione dell’errore medico.

Al riguardo, il nuovo articolo 590 sexies c.p., inserito all’interno del codice penale, prevede che anche se l’evento colposo si è verificato a causa di imperizia del medico nell’esercizio della professione sanitaria, lo stesso non sarà punibile se sono state rispettate le raccomandazioni previste dalle linee guida o in mancanza di queste le buone pratiche assistenziali, purché adeguate al caso concreto.

In sintesi il medico che commette un errore non dovrà rispondere di omicidio o lesioni personali colpose, causati per imperizia, se avrà rispettato le linee guida e le buone pratiche clinico assistenziali.

In ambito civile invece la legge Gelli Bianco ha delineato come contrattuale la responsabilità medica della struttura sanitaria ed extracontrattuale la responsabilità civile del medico.

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