Quando si parla di colpa medica si fa riferimento al comportamento “colposo” di chi opera professionalmente in ambito sanitario.

La responsabilità per colpa del medico è configurabile quando il medico:

  • ha operato con imperizia (ad es. nel caso in cui non sia un esperto di quella patologia o non conosca la giusta terapia);
  • ha operato imprudentemente (ad es. non ha adottato le relative precauzioni nell’esecuzione di un intervento chirurgico);
  • ha operato negligentemente (ad es. non ha rimosso una garza durante un intervento);
  • non ha rispettato le regole che disciplinano l’attività sanitaria.

Colpa medica civile

L’attività medica è ad oggi regolata sia dalle linee generali desumibili dai principi del codice deontologico voluto dalla stessa categoria professionale, sia dalle raccomandazioni contenute nelle c.d. “linee guida”, sia dalle regole cautelari, tecniche e comuni, nonché infine dalle disposizioni che regolano in via generale le varie attività sanitarie.

Da tali fonti si ricava che il medico ha l’obbligo di osservare scrupolosamente le prescrizioni che regolano l’attività sanitaria durante la propria attività professionale, assumendo nel contempo una posizione di garanzia nei confronti del paziente, in quanto portatore dell’obbligo giuridico di attivarsi e di proteggere con ogni sforzo la vita e l’integrità fisica del malato.

Il medico è tenuto ad es. ad informarsi sulle patologie esistenti al momento della visita del paziente o del ricovero e sull’esistenza di eventuali situazioni di rischio (allergie, obesità, diabete, etc.).

Colpa medica civile: quali sono gli obblighi che il medico deve rispettare

Il medico quindi avrà l’obbligo di:

  • astenersi da attività che determinino un rischio incontenibile;
  • adottare ogni precauzione per diminuire o elidere, a seconda dei casi, il pericolo insito nell’attività svolta;
  • effettuare uno studio completo del caso clinico;
  • seguire costantemente le condizioni del paziente e di adottare le iniziative opportune;
  • aggiornamento professionale;
  • controllo dell’operato dei propri collaboratori.

Colpa professionale medica

Per configurare la responsabilità per colpa del medico sarà necessario accertare che questo sia rimproverabile per non aver agito correttamente. Per tale operazione si dovrà porre a raffronto il suo operato con quello dell’agente modello, ovvero un soggetto che abbia la medesima specializzazione.

È importante sottolineare che il medico nello svolgimento della propria attività professionale debba sempre operare diligentemente (ex art. 1176, co. 2 c.c.) e che in base a questa prescrizione deve sempre attenersi a regole di diligenza massima e prudenza.

Ricordiamo che in ambito civilistico la riforma del 2017 ha tracciato una sorta di doppio binario per quanto concerne la responsabilità del medico e della struttura sanitaria (con quello che ne consegue in termini di onere della prova), delineando chiaramente come contrattuale la responsabilità della struttura ed extracontrattuale quella del medico, salvo che abbia agito nell’adempimento di un’obbligazione assunta con il paziente: in questo caso anche il sanitario risponderà contrattualmente per i danni dovuti da un eventuale errore medico.

Leggi meglio nel nostro articolo su << errore medico >>

Colpa medica penale

Nel 2017 il legislatore è tornato nuovamente sul tema della responsabilità penale in ambito sanitario, rimeditando l’impostazione seguita nel 2012 (impostata sulla distinzione tra colpa lieve e colpa grave) e ridisegnando incisivamente l’area di penale responsabilità della professione sanitaria attraverso la legge Gelli-Bianco: legge promulgata con il dichiarato intento di aumentare le garanzie e le tutele per gli esercenti la professione sanitaria, per arginare il fenomeno della medicina difensiva (da un lato), ma anche al fine di assicurare al paziente la possibilità di essere risarcito in tempi più rapidi e certi a fronte di danni sanitari eventualmente subiti (dall’altro).

Colpa grave medica

Il precedente quadro normativo (c.d. decreto Balduzzi) sanzionava penalmente l’illecito colposo del medico, in caso di osservanza delle linee guida o delle buone pratiche accreditate, limitatamente ai soli casi di colpa grave, sottraendo, dunque, dal perimetro della penale rilevanza le ipotesi di colpa lieve, che rilevavano solo sul piano civile.

In sintesi, il sanitario rispettoso delle linee guida, poteva contare sulla non punibilità ove responsabile di una lieve divaricazione rispetto alla condotta doverosa, rimanendo punibile in ipotesi di sola colpa grave. Quindi la distinzione tra colpa lieve e colpa grave appariva come un criterio di massima per accertare una responsabilità di natura penale, dovendo però ricorrere alla giurisprudenza per accertare in concreto le responsabilità.

Oggi non è più punibile per imperizia il sanitario che rispetta le linee guida!

Il nuovo impianto normativo della legge Gelli Bianco ha previsto un nuovo profilo di responsabilità penale che esclude la punibilità per imperizia nel caso in cui si dimostri che il medico si sia attenuto alle raccomandazioni previste dalle linee guida validate dall’Istituto superiore di sanità. Ne consegue che la nuova legge ha eliminato la distinzione colpa lieve colpa grave introducendo una sorta di depenalizzazione dell’errore medico.

Al riguardo, il nuovo articolo 590 sexies c.p., inserito all’interno del codice penale, prevede che anche se l’evento colposo si è verificato a causa di imperizia del medico nell’esercizio della professione sanitaria, lo stesso non sarà punibile se sono state rispettate le raccomandazioni previste dalle linee guida o in mancanza di queste le buone pratiche assistenziali, purché adeguate al caso concreto.

In sintesi, il medico che commette un errore non dovrà rispondere di omicidio o lesioni personali colpose, causati per imperizia, se avrà rispettato le linee guida e le buone pratiche clinico assistenziali.

Ricordiamo che in caso di errori medici per i quali si voglia procedere penalmente nei confronti del sanitario medico e dell’Ospedale, indipendente dal tipo di lesioni patite (lievi, gravi, gravissime), è sempre bene procedere con le denunce presso le autorità competenti, anche a mezzo di querela che va presentata nel termine di 3 mesi dal giorno in cui il paziente ha riportato il danno o ha scoperto di aver subito un danno cagionato da una “cattiva” prestazione sanitaria. Pertanto consigliamo al minimo dubbio di errore medico di richiedere immediatamente la cartella clinica, tra l’altro con un procedimento che è stato molto velocizzato dalla riforma del 2017, orientata alla trasparenza dei dati in area sanitaria, con particolare riferimento alle istanze di accesso ai documenti medici che dovranno essere consegnati dalla direzione sanitaria, preferibilmente in formato elettronico, entro 7 giorni dalla richiesta agli interessati aventi diritto e comunque non oltre il termine massimo di 30 giorni in caso di integrazioni.

Colpa medica e malasanità: a chi rivolgersi

Inviaci tutta la documentazione medica inerente il tuo caso, possiamo fornirti assistenza, predisporre l’istanza di accesso alla documentazione sanitaria, la relazione medico legale, l’atto di querela, la procedura di mediazione civile, la consulenza tecnica preventiva (c.d. ATP) e l’atto di citazione in giudizio presso il tribunale competente.

Avrai un aiuto senza spese per conseguire il tuo risarcimento malasanità.

 

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