Responsabilità medica, finalmente oggi è più semplice essere risarciti in caso di malasanità!

IN MATERIA DI RESPONSABILITA’ MEDICA E MALASANITA’

La nuova Legge Gelli-Bianco n. 24/2017 (in vigore dal 1 aprile 2017) segna una vera svolta nella malasanità in quanto detta una disciplina specifica in una materia articolata e dibattuta per anni dalla giurisprudenza, ma soprattutto perché ha finalmente ampliato le tutele esperibili dalla parte lesa per un errore sanitario, introducendo importanti novità su trasparenza, sicurezza e rispetto di regole tecniche per ricevere cure adeguate e per accertare le responsabilità.

Di seguito alcune fotografie (flash) dei più significativi interventi per il paziente.

  • Accesso del danneggiato ai documenti sanitari che lo riguardano nella sua interezza entro 7 giorni dalla istanza di accesso agli atti.
  • Riferimento a linee guida o best practice (buone pratiche) per valutare la prestazione del sanitario, anche di natura penale.
  • Obbligo assicurativo per il sanitario e la struttura per l’intero rischio con polizza obbligatoria da pubblicare sul sito web, unitamente ai dati sui risarcimenti erogati negli ultimi cinque anni.
  • Il danneggiato può scegliere a chi rivolgere la richiesta danni (struttura o sanitario), ma anche esercitare l’azione risarcitoria unicamente nei confronti della struttura, con evidenti vantaggi per l’onere della prova in materia di responsabilità contrattuale. La struttura potrà poi agire eventualmente in rivalsa verso il medico.
  • Azione diretta nei confronti della compagnia assicurativa del responsabile, struttura o sanitario. Si potrà quindi indirizzare una diffida o citare in giudizio direttamente la compagnia e non aspettare le laboriose chiamate in garanzia.
  • Obbligatorio tentare la conciliazione prima di andare in giudizio. E’ stata prevista una consulenza tecnica preventiva (detta ATP) finalizzata alla conciliazione tra le parti da esperire in alternativa alla mediazione civile. In caso di mancata partecipazione (del responsabile o della compagnia) il giudice potrà addebitare compensi legali e le spese della CTU indipendentemente dall’esito del giudizio.
  • Risarcimento del danno da errore sanitario sulla base dei parametri delle tabelle della RCA auto (art. 138 e 139 del codice delle assicurazioni private). Oltre i 9 punti di invalidità, in attesa della tabella unica, si applicheranno ancora le tabelle Milanesi.

Ecco i principali aspetti della norma n. 24/2017 riguardanti la responsabilità medica e la malasanità.

  • Preliminarmente, il legislatore chiarisce che la sicurezza delle cure in sanità, nell’ambito del più ampio principio costituzionale del diritto alla salute (art. 32 Cost.), non è solo garanzia di una prestazione clinica correttamente erogata, ma anche il rispetto di tutte le attività organizzative finalizzate alla prevenzione ed alla gestione del rischio connesso all’erogazione della prestazione sanitaria (art. 1).
  • Viene attribuita al difensore civico la figura di garante per il diritto alla salute e sicurezza del paziente (art. 2), ed istituito l’osservatorio nazionale delle buone pratiche sulla sicurezza nella sanità (art. 3).
  • L’articolo 4 individua regole più rigorose sulla trasparenza dei dati in area sanitaria, in particolare per le istanze di accesso ai documenti medici che dovranno essere consegnati dalla direzione sanitaria, preferibilmente in formato elettronico, entro 7 giorni dalla richiesta agli interessati aventi diritto e comunque non oltre il termine massimo di 30 giorni per le integrazioni. Ed inoltre, dovranno essere resi disponibili dalle strutture sanitarie, mediante pubblicazione nel proprio sito internet, i dati relativi a tutti i risarcimenti erogati nell’ultimo quinquennio.
  • Sempre nell’ambito della sicurezza delle cure nella sanità viene ribadito l’importanza delle raccomandazioni di comportamento clinico espresse dalle linee guida alle quali gli esercenti le professioni sanitarie si devono attenere e, in mancanza di queste, alle buone pratiche clinico assistenziali (art. 5). Né consegue che le linee guida (da emanarsi) e le buone pratiche sono il riferimento per valutare la condotta del sanitario sia in ambito penale (art. 6) che civile (art. 7).
  • In merito alla responsabilità penale (art. 6) viene esclusa la punibilità per imperizia quando sono state rispettate dal sanitario le raccomandazioni previste dalle linee guida come definite e pubblicate ai sensi di legge ovvero, in mancanza di queste, le buone pratiche clinico assistenziali. Sembrerebbe quindi accantonata la distinzione tra colpa lieve e colpa grava introdotta dalla legge balduzzi.
  • L’articolo 7 della legge ribadisce definitivamente che la struttura sanitaria che si avvale di operatori, anche se scelti dal paziente e ancorché non dipendenti, risponde sempre contrattualmente (art. 1228 c.c.) della loro condotta dolosa e colposa. Individua, invece, come extracontrattuale (art. 2043 c.c.) la responsabilità dell’operatore sanitario, salvo che non abbia agito nell’adempimento di una obbligazione contrattuale di prestazione sanitaria assunta con il paziente, nel qual caso si rientrerebbe comunque nell’alveo della responsabilità contrattuale con evidenti benefici per l’azione risarcitoria in termini di onere della prova e tempi di prescrizione. Indica, infine, nel codice delle assicurazioni private (D.lgs.209/05) il criterio per valutare il danno biologico patito dal paziente per l’attività prestata dalla struttura o dal sanitario.
  • L’articolo 8 introduce, in aggiunta alla mediazione civile, come condizione di procedibilità alla domanda di risarcimento, il ricorso ad una consulenza tecnica preventiva, ai sensi dell’art. 696 bis c.p.c., da esperirsi, alla presenza obbligatoria di tutte le parti comprese le compagnie di assicurazioni dei responsabili, dinanzi al giudice competente che nominerà un medico legale per verificare responsabilità e soluzioni risarcitorie. L’azione civile sarà esperibile solo qualora non riesca la conciliazione oppure se il procedimento non si conclude entro il termine perentorio di 6 mesi dal giorno del deposito del ricorso. In caso di mancato accordo il danneggiato, per salvare gli effetti della domanda e degli accertamenti svolti, dovrà procedere entro 90 giorni dal deposito della relazione peritale con rito abbreviato ex art. 702 bis c.p.c. dinanzi al medesimo giudice, il quale valuterà il comportamento processuale tenuto dalle parti ai fini delle spese di consulenza e di lite.
  • La struttura sanitaria privata o pubblica (con modalità molto diverse) può rivalersi (art. 9) nei confronti del professionista per il risarcimento versato dalla struttura stessa al paziente per l’operato del medico solo in caso di dolo o colpa grave (azione di rivalsa o regresso).
  • All’articolo 10 viene introdotto l’obbligo assicurativo per le strutture sanitarie pubbliche e private (per la responsabilità civile verso terzi e verso i loro prestatori d’opera e per la responsabilità civile dei loro prestatori d’opera verso terzi) ma anche in capo ai sanitari dipendenti e liberi professionisti. Inoltre le strutture dovranno pubblicare sul proprio sito web la denominazione dell’impresa assicurativa che presta la copertura allegando contratti e clausole.
  • È stata prevista (art. 11) la estensione della garanzia assicurativa anche per gli eventi accaduti nei 10 anni antecedenti la conclusione del contratto assicurativo, purché denunziati all’impresa di assicurazione durante la vigenza temporale della polizza.
  • Il danneggiato da errore medico ha diritto di agire direttamente (azione diretta) nei confronti della impresa di assicurazione della struttura o del sanitario nei limiti delle somme assicurate. La compagnia non potrà opporre al danneggiato, per l’intero massimale di polizza, eccezioni contrattuali. Nell’eventuale giudizio contro la compagnia l’assicurato responsabile è litisconsorte necessario, quindi dovrà prendervi parte (art. 12).
  • Le strutture sanitarie e le imprese assicurative che prestano la copertura assicurativa devono dare avviso entro 10 giorni al sanitario della domanda risarcitoria ricevuta dal danneggiato in relazione al loro operato (art. 13).
  • È istituito il fondo di garanzia per i danni derivanti da responsabilità sanitaria alimentato da un contributo annuale che sarà versato dalle imprese assicurative autorizzate a stipulare polizze nella materia della responsabilità sanitaria (art. 14).

Denuncia malasanità e responsabilità medica: a chi rivolgersi

Inviaci tutta la documentazione medica inerente il caso, possiamo fornirti la migliore assistenza, predisporre l’istanza di accesso alla documentazione sanitaria, la relazione medico legale, l’atto di querela, la procedura di mediazione civile, la consulenza tecnica preventiva (c.d. ATP) e l’atto di citazione in giudizio presso il tribunale competente del tuo caso.

Avrai un aiuto senza spese per conseguire il giusto risarcimento in casi di malasanità e colpa medica.

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