Ricorso accompagnamento: in questo articolo vediamo come procedere quando l’Inps nega l’assegno per l’accompagnamento.
Ricorso accompagnamento: come ottenere l’assegno di invalidità civile
Ricordiamo che le persone affette da minorazioni fisiche con una riduzione permanente della propria capacità lavorativa di almeno 1/3 (33%) possono presentare domanda per la invalidità civile.
E’ la stessa Commissione medica Inps chiamata a giudicare sul grado di invalidità civile che sarà anche competente per la richiesta di indennità per l’accompagnamento.
Come fare ricorso per l’accompagnamento e cosa si intende per indennità di accompagnamento?
Indennità di accompagnamento ricorso per accompagno
Sappiamo che il nostro ordinamento prevede forme di tutela per le persone con handicap al fine di superare gli ostacoli che incontrano nel vivere quotidiano anche mediante benefici economici.
In particolare l’indennità di accompagnamento è proprio una misura economica destinata a soggetti disabili mutilati o invalidi totali al 100% con impossibilità di deambulare senza l’aiuto di un accompagnatore oppure per l’incapacità a compiere gli atti quotidiani della vita senza una assistenza continuativa oppure per terapie oncologiche.
L’importo per l’indennità di accompagnamento per il 2025 è pari ad € 542,02 per 12 mensilità.
Ricorso indennità di accompagnamento: quali requisiti deve avere la domanda
Per procedere con la domanda serve il riconoscimento della invalidità totale al 100%, della impossibilità di deambulare senza l’aiuto di un accompagnatore, oppure per il riconoscimento dell’incapacità a compiere gli atti quotidiani della propria vita senza una assistenza continuativa, oltre alla residenza e cittadinanza italiana.
Quanto paga l’INPS per l’indennità
L’importo per l’indennità di accompagnamento per il 2025 è pari ad € 542,02 per 12 mensilità.
L’indennità non è tassabile, non costituisce reddito per il disabile e viene erogato a prescindere dal requisito reddituale.
Ricorso per indennità di accompagnamento: hai bisogno di aiuto?
Tutte le persone con disabilità che hanno presentato istanza di accertamento di invalidità civile Inps e che non ritengono giusto il giudizio emesso nel verbale Inps possono depositare entro 6 mesi istanza in Tribunale di Accertamento Tecnico Preventivo (Atp 445 bis c.p.c.).
Affidati ai nostri avvocati per il ricorso ammnistrativo Inps a Roma e nel Lazio
Ricorso per accompagnamento: ecco cosa fare
Se la Commissione medica non riconosce al cittadino la misura dell’accompagno si può presentare ricorso per la invalidità civile entro 180 giorni dal ricevimento del verbale.
Le persone con disabilità che hanno presentato domanda per l’accompagnamento che non ritengono giusto il giudizio emesso nel verbale Inps devono depositare entro 6 mesi istanza di Accertamento Tecnico Preventivo (ATP 445 bis c.p.c.) presso il Tribunale del Lavoro competente (quello di residenza del disabile).
Appello accompagnamento: la procedura in Tribunale
Il ricorso accompagnamento in Tribunale, come per tutti i procedimenti previdenziali, si basa essenzialmente sulla valutazione medico legale da parte di un CTU tra quelli iscritti all’albo dei consulenti tecnici che dovrà, all’esito della visita, predisporre una perizia da inviare alle parti per la successiva omologa del Giudice.
Ricorso indennità accompagnamento: affidati ai nostri avvocati
I cittadini che non sono soddisfatti della percentuale di invalidità riconosciuta dalla commissione medica o per il mancato riconoscimento di un handicap grave o dell’indennità di accompagnamento possono rivolgersi a noi per procedere con il ricorso in Tribunale.
Collaboriamo a Roma e nel Lazio con i migliori medici legali in grado di valutare rapidamente se ci sono i presupposti per ricorrere presso il Tribunale competente.
Non esitare inviaci tutta la documentazione del caso per il tuo ricorso Legge 104.
