La legge prevede una disciplina risarcitoria specifica che regola l’ipotesi in cui il passeggero (il c.d. “terzo trasportato“) riporti un danno fisico alla propria persona.

Risarcimento danni terzo trasportato (art 141 cda)

L’art. 141 del Codice delle assicurazioni (D.lgs. 209/05), infatti, prevede che il danno subito dal terzo sia sempre risarcito dall’impresa assicuratrice del veicolo su cui era trasportato al momento del sinistro, a prescindere dall’accertamento di responsabilità del conducente coinvolto nel sinistro. Questo significa che il trasportato ha diritto ad essere risarcito anche nel caso in cui l’incidente si sia verificato per colpa esclusiva del conducente del mezzo sul quale viaggiava.

Il nuovo C.d.a. prevede, inoltre, che il passeggero abbia la possibilità di esperire l’azione diretta nei confronti dell’assicurazione del vettore non essendo gravato dell’onere di dimostrare l’effettiva distribuzione della responsabilità tra i conducenti coinvolti nel sinistro stradale.

Risarcimento terzo trasportato familiare

In definitiva, la vittima trasportata ha sempre e comunque diritto al risarcimento del danno, quale che ne sia la veste o la qualità (ad es. amico, familiare, conoscente del conducente del veicolo), con l’unica eccezione di danno cagionato per caso fortuito (evento straordinario imprevedibile, non controllabile dal conducente, tipo olio sull’asfalto, materiale caduto da altri mezzi in marcia o importanti fenomeni atmosferici in atto il giorno dell’incidente, tipo tromba d’aria etc.).

Terzo trasportato risarcimento: cosa fare subito in caso di incidente

Nel caso in cui si verifichi un incidente stradale con lesioni al terzo trasportato sarà necessario porre in essere alcune accortezze al fine di ottenere un giusto risarcimento.

Innanzitutto si ricorda che se vi è stato un incidente la prima cosa da fare è sempre chiamare le autorità, vigili urbani o polizia stradale.

…e per il risarcimento danni terzo trasportato autobus o mezzi pubblici?

Se invece l’infortunio si verifica a causa di una caduta su un mezzo di trasposto è necessario che l’infortunato conservi il biglietto di viaggio (o ne faccia una fotocopia o fotografia nel caso in cui la carta possa sbiadire nel tempo).

È bene poi fotografare lo stato dei luoghi (ad es. la zona in cui si è verificata la caduta, o eventuali anomalie all’interno del mezzo come un sedile rotto o un bracciolo mancante), segnarsi la fermata in cui l’incidente è avvenuto, annotare la targa e linea del mezzo e le generalità dell’autista.

Nell’eventualità in cui all’incidente abbiano assistito anche altri passeggeri si consiglia di prendere nota delle loro generalità, nonché del titolo di viaggio degli stessi (anche una fotocopia o fotografia del loro biglietto).

Ricordiamo, inoltre, all’infortunato di recarsi immediatamente al pronto soccorso al fine di farsi refertare descrivendo puntualmente le modalità in cui è avvenuto l’incidente.

Come ottenere il risarcimento terzo trasportato

L’art. 148 C.d.a. prevede una procedura specifica per ottenere il risarcimento. Il danneggiato, infatti, deve inviare una richiesta di risarcimento danni che deve contenere una serie di dati necessari per consentire alla compagnia assicuratrice di effettuare un’offerta (dovrà indicare il nominativo, data, luogo e circostanze in cui è avvenuto il sinistro, la dinamica dell’incidente, codice fiscale, allegando il pronto soccorso ecc.).

Entro 90 giorni dal ricevimento della documentazione medica o dalla visita medico legale l’assicurazione è obbligata a formulare al danneggiato un’offerta di risarcimento o, in alternativa, comunicare i motivi per cui ritiene di non formulare alcuna offerta.

È importante ricordare che ai fini del risarcimento il trasportato deve provare, oltre all’esistenza e all’entità del danno, anche il nesso esistente tra il trasporto e il danno riportato.

Risarcimento terzo trasportato caso fortuito (art 141 codice assicurazioni)

L’art. 141 C.d.a. prevede come unica eccezione al risarcimento del terzo trasportato l’ipotesi in cui il danno si sia verificato per un caso fortuito. Con tale espressione si intende un evento naturale o ad esso assimilato, indipendente dalla volontà umana che fuoriesca dalla ragionevole prevedibilità e che non possa essere impedito o preveduto con ordinaria diligenza.

Per definire il caso fortuito con un termine meno tecnico si può affermare che questo coincide con il concetto comune di “fatalità” (un terremoto, una frana, una valanga etc.).

Il caso fortuito assume poi un ruolo di particolare rilievo nella disciplina dell’infortunistica stradale (olio sull’asfalto o importanti fenomeni atmosferici in atto il giorno dell’incidente). In numerosi casi, infatti, la sua sussistenza esclude l’obbligo risarcitorio da parte delle compagnie di assicurazione del soggetto responsabile.

Ed infatti le compagnie assicurative, sfruttando a loro vantaggio questa esimente dovuta al dettato normativo dell’art. 141 codice assicurazioni (del tutto incostituzionale a sommesso avviso di chi scrive), respingono le pratiche risarcitorie lasciando privi di indennizzo gli sfortunati trasportati che spesso nella circolazione sono quelli che subiscono proprio le lesioni più gravi e rilevanti, ai quali non resta che rivolgersi per il tramite di un legale al tribunale competente.

In tema segnaliamo la risposta di una primaria compagnia riguardo ad un incidente avvenuto a Roma di una trasportata su uno scooter di grossa cilindrata caduta a terra a causa della velocità del proprio conducente e ad una possibile macchia d’olio presente sulla carreggiata:

“Gentile Cliente, con riferimento al sinistro indicato in oggetto, Le comunichiamo che a seguito della Sua richiesta di risarcimento non riteniamo di procedere con la gestione e liquidazione del danno in quanto l’evento così come verificatosi (imprevedibile scivolamento del conducente su una macchia d’olio) è riconducibile al cosiddetto “caso fortuito”; in questi casi infatti le disposizioni di legge degli artt. 141 e 150 del Codice delle Assicurazioni, relative alla tutela dei terzi trasportati, non sono applicabili. Salvi ed impregiudicati i reciproci diritti ed eccezioni.”

Ed ancora sul tema segnaliamo un caso avvenuto in Sardegna a Porto Rotondo a carico di una trasportata su un natante in fase di ormeggio in banchina caduta a bordo a causa di una errata manovra del comandante anche per la presenza – a dire della controparte – di vento:

“Gli atti ad oggi disponibili e gli accertamenti effettuati consentono di ricondurre l’evento de quo al caso fortuito in quanto trattasi di avvenimento improvviso, imprevedibile e inevitabile. Infatti, il conducente dell’imbarcazione, a seguito dell’evento straordinario per una folata improvvisa di vento, ha effettuato tutte le manovre idonee al fine di evitare/limitare il danno. Restiamo a disposizione per riesaminare il caso qualora possiate fornirci ulteriore documentazione da valutare.”

Costituisce caso fortuito, ad esempio, lo scoppio improvviso di uno pneumatico di un’autovettura con conseguente sbandamento della vettura e ferimento dei passeggeri, in mancanza di ogni elemento di colpa concorrente del conducente, sia sotto il profilo della velocità di marcia sia sotto quello del controllo dello stato di usura del copertone.

Rappresenta caso fortuito anche l’attraversamento della strada da parte di un animale selvatico, nell’ipotesi in cui la possibilità di tale evento non sia segnalata. Se l’attraversamento è contemporaneo al passaggio del veicolo si è in piena applicazione del caso fortuito, in quanto l’attraversamento dell’animale è certamente inevitabile.

È bene precisare che il concetto di caso fortuito non deve essere inteso in senso generale e astratto, ma deve essere adattato al caso concreto.

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